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Biblico

 

 

Da alcuni anni la fraternità di Canepanova propone un percorso quindicinale di conoscenza, approfondimento e meditazione della Parola di Dio attraverso la lettura e il commento dei Vangeli. La lectio di quest’anno è dedicata al Vangelo secondo Giovanni, dal capitolo 6 al capitolo 9.
Gli incontri sono aperti a tutti e si svolgono in chiesa, ogni due mercoledì, con inizio alle ore 21. Si consiglia di portare un testo della Bibbia o dei Vangeli e un quaderno per prendere nota degli spunti offerti per la riflessione personale.
In tempo di Avvento e Quaresima gli incontri si svolgono ogni settimana diventando Veglia di preghiera.  
Per chi lo desiderasse è possibile trovarsi in chiesa già dalle ore 19.30 per il canto dei Vespri nel Coro e per la cena condivisa con la fraternità alle ore 20 nel refettorio del convento. Ore 21.00 Lectio in santuario.

Date incontri "Biblico"

Sono io, non abbiate paura

Sono io, non abbiate paura

Gv 6,1-21
Io sono il pane della vita

Io sono il pane della vita

Gv 6,22-40
Chi mangia questo pane vivrà in eterno

Chi mangia questo pane vivrà in eterno

Gv 6,41-59
Signore... Tu hai parole di vita eterna

Signore... Tu hai parole di vita eterna

Gv 6,60-71
Non giudicate secondo le apparenze

Non giudicate secondo le apparenze

Gv 6,7,1-36
Chi ha sete venga a me e beva

Chi ha sete venga a me e beva

Gv 7,37-53
Neppure io ti condanno

Neppure io ti condanno

Gv 8,1-11
Io sono la luce del mondo

Io sono la luce del mondo

Gv 8,12-30
Prima che Abramo fosse, io sono

Prima che Abramo fosse, io sono

Gv 8,31-59
È un profeta!

È un profeta!

Gv 9,1-23
Credo, Signore!

Credo, Signore!

Gv 9,24-41

Incontro 9 aprile

Incontro 9 aprile "Beato Te"

Il prossimo incontro di "Beato te", del gruppo Passaparola (giovani adulti dai 30 ai 45 anni) i svolgerà domenica 9 aprile, "Domenica delle Palme". Per l'occasione la Fraternità propone un cambiamento dell'orario consueto: l'incontro non comincerà alle ore 15 ma la mattina, alle ore 11, con la benedizione dei rami di ulivo nel chiostrino del convento, in via Foro Magno.

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Meno lupo tra i lupi

Meno lupo tra i lupi

FARE SPAZIO ALLA MITEZZA 

All’inizio dell'ultimo incontro fr. Enrico ha posto a tutti una domanda: “Perché chiudersi in un convento la domenica pomeriggio? Quale significato dare a questo momento? Cosa avremmo detto a qualcuno che ce lo avesse domandato? Senza nemmeno pensarci troppo la mia risposta immedita è stata questa: “Per non essere raggiungibile da nessuno, se non da Dio”. Una frase un po’ “rapida”, che usa il linguaggio della vita (mala-vita) di oggi, una esistenza sempre “online” che ti vuole sempre raggiungibile da tutti, in ogni luogo e in ogni momento.

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Indifferenza? Mai!

Indifferenza? Mai!

NON RINUNCIARE ALLA FAME E ALLA SETE DI GIUSTIZIA  

Non rimarrò nel vestibolo, o brucerò all’Inferno, o andrò in Paradiso. Non sarà l'indifferenza a  vincere la mia vita, non lo ha mai fatto finora. Se odiare è un sentimento ammesso, ebbene anche io odio gli indifferenti, quelli che non prendono mai una parte, per paura (e li posso comprendere) o per calcolo (e non li posso proprio sopportare). Io ho sempre preso una parte, di star zitta, di lasciar correre proprio non ce la faccio. E quando prendo parte, ecco che mi sento pienamente “io”. 

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Il valore della povertà

Il valore della povertà

Una promessa che si realizza oggi: il regno dei cieli

La prima delle beatitudini è anche quella che in qualche modo racchiude in sé tutte le seguenti, o meglio, le suscita; inoltre sono questa e l'ultima (i perseguitati per la giustizia) le uniche beatitudini che sono al presente e promettono il regno dei cieli. Come a dire che se gli afflitti, i miti, gli affamati di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore e gli operatori di pace riceveranno soddisfazione un giorno, sono i poveri e i perseguitati che possono sperimentare già ora la gioia del regno dei cieli. Non è facile comprendere come sia possibile questa gioia, soprattutto se non comprendiamo il significato della povertà evangelica che va spiegato per non confonderlo con un semplice disprezzo dei beni terreni. In che modo bisogna essere poveri?

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Puoi piangere!

Puoi piangere!

Beati coloro che sono nel pianto, perché saranno consolati

Gesù che sale sul monte e proclama le beatitudini è un chiaro riferimento a Mosè, ed è proprio colui che ha condotto il popolo fuori dall'Egitto e ha consegnato la legge di Dio che Matteo vuole ricordare nella sua narrazione delle Beatitudinio. Tuttavia, vi è una sostanziale ed evidente differenza tra Mosé e Gesù. Mosè riceve la legge da Dio e la consegna al popolo, Gesù da lui stesso la legge, anzi: Gesù è la legge, in quanto è lui la parola stessa di Dio. In Gesù sono incarnate le beatitudini, è lui il vero povero in spirito, è lui l'afflitto, colui che piange, è lui che ha fame e sete della giustizia, è lui il perseguitato...  

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