Affettività

«Più fallace di ogni altra cosa è il cuore e difficilmente guaribile; chi lo può conoscere? Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori, per rendere a ciascuno secondo la sua condotta, secondo il frutto delle sue azioni» (Ger 17,9-10a)

«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati» (Gv 15,12).

1. Essere testimoni di speranza in ambito affettivo - Dobbiamo sempre ricordarci che il cristiano - colui che incarna le Beatitudini - è quello che vive come “pellegrino e straniero” in questo mondo, che sa a rontare il viaggio della vita consapevole delle di coltà e dei rischi che incontrerà sul suo cammino, ma ducioso e determinato a raggiungere la meta, fonte di senso della sua stessa vita. Parole chiave del suo percorso sono libertà dai condizio- namenti del mondo; coraggio di scommettere sul futuro al di là delle possibilità e dei limiti umani; fiducia in una presenza che accompagna e sostiene, anche nella prova e nell’azione. In altre parole, cristiano è colui che sa sperare. Oggi sembra particolarmente diffcile parlare di speranza: la perdita di un orizzonte escatologico (espressa da un generalizzato appiattimento sul “qui ed ora”), il tramontare dell’idea che la storia abbia una direzione, un senso; la confusione super ciale tra speranza e vago sentimento di ottimismo: tutto tende a banalizzare una dimensione umana che ha un respiro in nito, ossia un’esperienza che solo il Risorto può donare.

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Cittadinanza

«Va' e riferisci al mio servo Davide: Dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? [...] Te poi il Signore farà grande, poiché una casa farà a te il Signore» (2 Sam 7, 5.11).

«Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio,edi cati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, e avendo come pietra angolare lo stesso Cristo Gesù. In lui ogni costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi insieme con gli altri venite edi cati per diventare dimora di Dio per mezzo dello Spirito» (Ef 2, 19-21).

Dalla Lettera a Diogneto

I - Esordio1. Vedo, ottimo Diogneto, che tu ti accingi ad apprendere la religione dei cristiani e con molta saggezza e cura cerchi di sapere di loro. A quale Dio essi credono e come lo venerano, perché tutti disdegnano il mondo e disprezzano la morte, non considerano quelli che i greci ritengono dèi, non osservano la superstizione degli ebrei, quale amore si portano tra loro, e perché questa nuova stirpe e maniera di vivere siano comparsi al mondo ora e non prima. 2. Comprendo questo tuo desiderio e chiedo a Dio, che ci fa parlare e ascoltare, che sia concesso a me di parlarti perché tu ascoltando divenga migliore, e a te di ascoltare perché chi ti parla non abbia a pentirsi. 

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Fragilità

«Noi abbiamo questo tesoro in vasi di creta, perché appaia che questa potenza straordinaria viene da Dio e non da noi» (2 Cor 4,7).

«”Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza”. Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. [...] quando sono debole, è allora che sono forte» (2 Corinzi 12,9-10b).

1. “La” fragilità e “le” fragilità - Fragilità viene da frangere, ossia spezzare, ridurre in frammenti. Fragile è dunque ciò che può spezzarsi. In questo generalissimo livello, fragilità è qualcosa che di per sé non si caratterizza né come problema né come ri-sorsa, ma, più semplicemente, come uno stato o un limite della materia e degli organismi viventi. Tuttavia, circolano diversi termini per dire la fragilità riferendosi a condizioni e situazioni problematiche. In ambito sociale, si parla di marginalità, di precarietà (o provvisorietà), di nuove povertà, di soggetti a rischio, di disagio. 

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Tempo d'estate

Luglio e agosto sono i mesi solitamente dedicati alle vacanze. Qualche giorno, una settimana, i più fortunati anche periodi più lunghi, tutti noi lasciamo le nostre occupazioni usuali, il lavoro, la scuola, l'Università per fermarci un po' e concederci il tempo di fare ciò che non si riesce mai a fare durante l'anno perché troppo affannati da mille faccende. In questo tempo meraviglioso è bello pensare di riservare un po' di spazio anche a Dio e alla sua Parola, e al nostro personale cammino, accompagnando le nostre giornate più lente e tranquille con qualche riflessione.

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Preghiamo insieme

SUPPLICA ALLA MADONNA DI CANEPANOVA
Ave, Maria: tu nutri al tuo seno, il Figlio di Dio, Gesù. In lui, che da te riceve il latte, noi riconosciamo che davvero Dio si è fatto uomo. Prega per noi, Madre di Dio!
Ave, Maria: nel nutrimento che tu doni a Gesù riconosciamo il segno del nutrimento spirituale che fa crescere anche la nostra vita. Il puro latte dell’evangelo sia cibo e forza nel nostro cammino. Prega per noi, Madre di Dio!

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