Novena
di San Francesco

Novena
di San Francesco

  • I Giorno

    San Francesco invita alla conversione

    Dal Testamento di San Francesco

    TestF 1-3.

    Il Signore concesse a me, frate Francesco, d'incominciare a fare penitenza così: quando ero nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara vedere i lebbrosi; e il Signore stesso mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di anima e di corpo. E di poi, stetti un poco e uscii dal mondo.

     

    Preghiamo.
    O san Francesco, tu hai accolto la voce di Dio che ti chiamava a lasciare le cose mondane per dedicarti al servizio dei fratelli sofferenti e della chiesa in rovina. Ottieni dal Signore che noi pure cerchiamo sempre ciò che piace al Signore e con decisione ci impegniamo a compierlo, come tu stesso ci hai insegnato a chiedere: «Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Dio, concedi a noi miseri di fare, per la forza del tuo amore, ciò che sappiamo che tu vuoi e di volere sempre ciò che a te piace».

  • II Giorno

    San Francesco invita ad amare Dio

    Dalla Regola non bollata

    Rnb 23,8-9.

    Tutti amiamo con tutto il cuore e con tutta l'anima, con tutta la mente, con tutta la capacità e la fortezza, con tutta l'intelligenza, con tutte le forze, con tutto lo slancio, con tutto l'affetto, con tutti i sentimenti più profondi, con tutto il desiderio e la volontà il Signore Iddio, il quale a noi ha dato e dà tutto il corpo, tutta l'anima, tutta la vita; che tutti ci ha creato e redento, e che ci salverà per sua sola misericordia. Lui che ogni bene fece e fa a noi miserevoli e miseri, ingrati e cattivi.
    Nient'altro dunque dobbiamo desiderare, nient'altro volere, nient'altro ci piaccia e ci diletti se non il Creatore e Redentore e Salvatore nostro, solo vero Dio, il quale è pienezza di bene, totalità di bene, completezza di bene, vero e sommo bene, che solo è buono, misericordioso e mite, soave e dolce, che solo è santo, giusto, vero e retto, che solo è benigno, innocente e puro, dal quale e per il quale e nel quale è ogni perdono, ogni grazia, ogni gloria di tutti i penitenti e di tutti i giusti, di tutti i santi che godono insieme nei cieli.

     

    Preghiamo.

    O san Francesco, che hai adorato, contemplato e amato l'Altissimo nella Trinità perfetta e nella Unità semplice, ottienici di diventare noi pure uomini di preghiera, capaci di amare e adorare Dio con cuore puro e mente pura, ricercando lui sopra tutte le cose. Guidaci a fare esperienza di Dio sommo ed eterno bene, affinché con te possiamo cantarlo come nostra ricchezza e nostra dolcezza, grande e ammirabile Signore, Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.

  • III Giorno

    San Francesco invita alla fiducia nel Padre

    Dalla Regola non bollata

    Rnb 23,1-4.

    Onnipotente, santissimo, altissimo e sommo Dio, Padre santo e giusto, Signore Re del cielo e della terra, per te stesso ti rendiamo grazie, perché per la tua santa volontà e per l'unico tuo Figlio con lo Spirito Santo hai creato tutte le cose spirituali e corporali, e noi fatti a tua immagine e somiglianza hai posto in paradiso.
    E ti rendiamo grazie, perché, come tu ci hai creato per mezzo del tuo Figlio, così per il santo tuo amore, con il quale ci hai amato, hai fatto nascere lo stesso vero Dio e vero uomo dalla gloriosa sempre Vergine beatissima santa Maria, e per la croce, il sangue e la morte di lui ci hai voluti redimere dalla schiavitù.
    E ti rendiamo grazie perché lo stesso tuo Figlio ritornerà nella gloria della sua maestà per destinare i reprobi, che non fecero penitenza e non ti conobbero, al fuoco eterno e per dire a tutti coloro che ti conobbero e ti adorarono e servirono nella penitenza: "Venite, benedetti dal Padre mio, entrate in possesso del regno, che vi è stato preparato fin dalle origini del mondo"

     

    Preghiamo.

    O san Francesco, quando - giovane- riconsegnasti al padre anche le vesti e nudo rimanesti davanti al vescovo di Assisi, esclamasti: "D'ora in poi potrò dire: Padre nostro che sei nei cieli". Da lui, che sentivi tuo vero Padre, tutto aspettavi con fiducia. Ottieni anche a noi di credere sempre nell'amore di Dio, nostro Padre tenerissimo, che, come dicevi, "non sembra pensare ad altri che a noi", e di rimetterci nelle sue mani con la confidenza più grande.

  • IV Giorno

    San Francesco ci parla dell’amore di Gesù Cristo

    Dagli scritti di San Francesco

    LOrd 4-8; Amm I.

    Vi do il mio saluto in colui che ci ha redenti e ci ha lavati nel suo prezioso sangue: ascoltando il nome di lui, adoratelo con timore e riverenza proni verso terra: Signore Gesù Cristo, Figlio dell'Altissimo è il suo nome. Inclinate l'orecchio del vostro cuore e obbedite alla voce del Figlio di Dio. Custodite nella profondità del vostro cuore i suoi precetti e adempite perfettamente i suoi consigli. Lodatelo poiché è buono, ed esaltatelo nelle opere vostre, poiché vi mandò per il mondo intero affinché testimoniate la sua voce con la parola e con le opere e facciate conoscere a tutti che non c'è nessuno onnipotente eccetto lui. Ecco, ogni giorno il Signore Gesù si umilia, come quando dalla sede regale discese nel grembo della Vergine; ogni giorno viene a noi in apparenza umile; ogni giorno discende dal seno del Padre sopra l'altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi apostoli apparve in vera carne, così ora si mostra a noi nel pane consacrato; e come essi con lo sguardo fisico vedevano solo la sua carne ma, contemplandolo con gli occhi della fede, credevano che egli era Dio, così anche noi, vedendo pane e vino con gli occhi del corpo, vediamo e fermamente crediamo che questo è il suo santissimo corpo e sangue vivo e vero. E in tale maniera il Signore è sempre presente con i suoi fedeli così come egli dice: Ecco, io sono con voi sino alla fine del mondo.

     

    Preghiamo.

    O san Francesco, nella tua vita non avesti che un desiderio: assomigliare a Gesù, accogliendo e vivendo con animo pronto ogni sua parola. Il tuo amore per la povertà, per il servizio e per la croce nasceva dall'ardore di seguire i passi del tuo amato Signore. E Gesù ti rese simile a sé fino a imprimere nella tua carne i segni della sua passione.
    Ottieni che anche noi siamo ascoltatori attenti della Parola e, vivendola, diventiamo discepoli e amici fedeli di Gesù.

  • V Giorno

    San Francesco invita a lasciarsi guidare dallo Spirito

    Dalla Regola non bollata

    Rnb 23.

    Onnipotente, eterno, giusto e misericordioso Iddio, concedi a noi miseri di fare, per tua grazia, ciò che sappiamo che tu vuoi, e di volere sempre ciò che a te piace, affinché interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal fuoco dello Spirito Santo, possiamo seguire le orme del Figlio tuo, il Signor nostro Gesù Cristo e a te, o Altissimo, giungere con l'aiuto della tua sola grazia. Tu che vivi e regni glorioso nella Trinità perfetta e nella semplice Unità, Dio onnipotente per tutti i secoli dei secoli. Amen.

     

    Preghiamo.

    O san Francesco, tu scrivi che più di ogni altra cosa dobbiamo desiderare di avere lo Spirito del Signore e la sua santa operazione. Ottienici lo Spirito di Dio, perché interiormente purificati, interiormente illuminati e accesi dal suo fuoco, possiamo seguire le orme di Gesù Cristo e giungere al Padre, che vive e regna glorioso nei secoli dei secoli.

  • VI Giorno

    San Francesco fratello di tutti

    Dalla Regola non bollata

    Rnb passim.

    E nessuno dei frati sia chiamato priore ma tutti siano chiamati semplicemente frati minori. E l'uno lavi i piedi all'altro. Si guardino i frati, ovunque saranno, negli eremi o in altri luoghi, di non appropriarsi di alcun luogo né lo contendano ad alcuno. E chiunque verrà da essi, amico o nemico, ladro o brigante, sia ricevuto con bontà. E devono essere lieti quando vivono tra persone di poco conto e disprezzate, tra poveri e deboli, tra infermi e lebbrosi e tra i mendicanti lungo la strada. Ammonisco ed esorto i miei frati di non disprezzare e di non giudicare gli uomini che vedono vestiti di abiti molli e colorati e usano cibi e bevande delicate, ma piuttosto ciascuno giudichi e disprezzi se stesso.

     

    Preghiamo.

    O san Francesco, tu hai riconosciuto in ogni uomo un figlio di Dio. Fratelli erano per te i lebbrosi, fratelli i peccatori, fratelli i sacerdoti, fratelli i compagni che il Signore aveva mandato a vivere con te, fratelli coloro che praticavano un'altra religione. Tu davvero sei stato il fratello universale. Ottieni anche a noi di avere il cuore aperto a ogni uomo, al di là della sua condizione, razza, cultura e religione, e di accoglierlo nel nome di Gesù come nostro fratello.

  • VII Giorno

    San Francesco e il creato

    Dal Cantico delle creature

    Cant.

    Altissimo, onnipotente, bon Signore,
    Tue so' le laude, la gloria e l'honore
    et onne benedizione.
    Ad Te solo, Altissimo, se konfane,
    e nullu homo ène dignu Te mentovare.

    Laudato sie, mi' Signore,
    cum tutte le Tue creature,
    spezialmente messor lo frate Sole,
    lo qual è iomo et allumini noi per lui.
    Et ellu è beliti e radiante cum grande splendore:
    de Te, Altissimo, porta significazione.

    Laudato si', mi' Signore,
    per sora Luna e le stelle:
    in celu lai formate clarite e preziose e belle.

    Laudato si', mi' Signore, per frate Vento
    e per aere e nubi lo e sereno et onne tempo,
    per lo quale a le Tue creature dài sustentamento.

    Laudato si', mi' Signore, per sor'Acqua,
    la quale è multo utile et humile
    e preziosa e casta.

    Laudato si', mi' Signore, per frate Focu,
    per lo quale ennallumini la notte:
    et elio è bello e iocundo e robustoso e forte.

    Laudato si', mi' Signore,
    per sora nostra matre Terra,
    la quale ne sustenta e governa,
    e produce diversi frutti con coloriti fiori et herba.

     

    Preghiamo.

    O san Francesco, la tua fede ti faceva cogliere come frutto dello stesso amore paterno di Dio Creatore ogni essere del mondo minerale, vegetale e animale, così da dare il nome di fratello o sorella al sole, alla luna, al fuoco, all’acqua, ai fiori, agli uccelli... Ottieni al nostro tempo di scorgere nella creazione l'opera di Dio, di rispettarla e di servirsene con discrezione, amore e vigile cura, nell'attesa che anch'essa, liberata dalla corruzione, entri nella gloria di Dio.

  • VIII Giorno

    San Francesco invita al perdono e alla riconciliazione

    Dalla Lettera ad un Ministro

    Lmin.

    A frate N., ministro. Il Signore ti benedica! Io ti dico, come posso, per quello che riguarda la tua anima, che quelle cose che ti sono di impedimento nell'amare il Signore Iddio, e ogni persona che ti sarà di ostacolo, siano frati o altri anche se ti coprissero di battiture, tutto questo devi ritenere come una grazia.
    E così tu devi volere e non diversamente. E questo tieni in conto di vera obbedienza da parte del Signore Iddio e mia per te, perché io fermamente riconosco che questa è vera obbedienza. E ama coloro che agiscono con te in questo modo, e non esigere da loro altro se non ciò che il Signore darà a te. E in questo amali e non pretendere che diventino cristiani migliori.
    E questo sia per te più che stare appartato in un eremo. E in questo voglio conoscere se tu ami il Signore e ami me suo servo e tuo, se ti diporterai in questa maniera, e cioè: che non ci sia alcun frate al mondo, che abbia peccato, quanto è possibile peccare, che, dopo aver visto i tuoi occhi, non se ne tomi via senza il tuo perdono, se egli lo chiede; e se non chiedesse perdono, chiedi tu a lui se vuole essere perdonato. E se, in seguito, mille volte peccasse davanti ai tuoi occhi, amalo più di me per questo: che tu possa attrarlo al Signore; ed abbi sempre misericordia per tali fratelli.

     

    Preghiamo.

    O san Francesco, uomo riconciliato interiormente e con l'intera creazione, sei stato uomo di pace e di speranza: hai dialogato con il lupo di Gubbio e con il sultano, hai portato alla riconciliazione tra loro il podestà e il vescovo di Assisi, e a quanti incontravi auguravi: "Il Signore vi dia la pace". Ti preghiamo per la nostra umanità così lacerata e dilaniata da lotte e contrapposizioni, perché con la tua intercessione ritrovi la concordia e la serenità.

  • IX Giorno

    San Francesco va incontro alla morte

    Dagli scritti di Francesco

    Lrp 2.3; Cant

    Considerate e vedete che il giorno della morte si avvicina. Vi supplico allora, con tutta la riverenza di cui sono capace, di non dimenticare il Signore, assorbiti come siete dalle cure e dalle preoccupazioni di questo mondo, e di non deviare dai suoi comandamenti, poiché tutti quelli che dimenticano il Signore e si allontanano dai suoi comandamenti sono maledetti e saranno dimenticati da lui.

    Laudato si', mi' Signore,
    per sora nostra Morte corporale,
    da la quale nullu homo vivente po' skappare:
    guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
    beati quelli ke trovarà
    ne le tue santissime voluntati,
    ka la morte secunda no 'l farrà male.

     

    Preghiamo.

    O san Francesco, tu andasti incontro alla morte chiamandola sorella: "Ben venga, mia sorella morte; per me sarà la porta della vita". Ottieni che anche noi, al termine della nostra vita, possiamo abbandonarci con fiducia nelle mani di Dio ed entrare in quel regno dove, come tu hai detto, la visione di Dio è senza veli, l'amore di lui è perfetto, la comunione con lui è beata e il godimento di lui è senza fine.

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Orari

SS. Messe feriali: 8.15; 18.30
SS. Messe festive: 11.30; 18.30
Confessioni: tutti i giorni (tranne il venerdì pomeriggio) dalle 8.45 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00