In vacanza più tempo per noi ma anche per Dio. Noi vi accompagniamo con i contributi e le riflessioni raccolte nel nostro magazine.

di FR. ENRICO *

Arrivato il mese di giugno, nelle chiese si inizia a sentire questo ammonimento – da parte dei parroci – che “la fede non va in vacanza”. È vero, ma mi permetto di aggiungere che l’estate aiuta a fare verità sul cammino che si è fatto durante i mesi precedenti e – mi piace pensare – ci dona la possibilità di raccogliere quello che abbiamo seminato precedentemente.

Voglio dire che “ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato” (Gal 6,7), ovvero l’estate ci restituirà la tenuta del nostro cammino, in quanto: “ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi” (Mt 7,17); pertanto non ci si deve sorprendere o meravigliare dell’andamento dell’estate: ognuno di noi decide oggi chi sarà domani.

“Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che …” e “Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che …” (Mt 7,24.26), come a dire che non ci si improvvisa eroi quando ci si presenta una situazione difficile, un evento straordinario, ma ci si prepara/allena giorno dopo giorno.

Concludendo possiamo dire che è urgente non solo non trascurare il proprio cammino di fede durante il tempo distensivo estivo, ma che occorre vederlo come un tempo propizio e favorevole per prendere tra le mani il Vangelo e rileggere con e attraverso di esso quanto abbiamo vissuto, in modo da orientarci sul futuro prossimo ormai alle porte.

L’augurio è che l’estate sia un tempo fecondo e benedetto, non tanto e non solo per staccare la spina, ma per ricaricarsi della vita che trasuda dalle pagine del Vangelo. Proviamoci! Fidiamoci! Soddisfatti o rimborsati dalla redazione di CanepaInforma.

* Padre Guardiano della Fraternità di Canepanova