Fin da bambina ho imparato a recitare le preghiere della sera e da allora ogni notte, prima di addormentarmi, le recito. Solo ultimamente però ho iniziato a pensare a ciò che stavo veramente dicendo; ringrazio la mia creazione ed in questa creazione l’essere stata fatta cristiana. E me ne sono domandata il perché. Perché ringraziare di essere cristiana? Sento davvero di essere grata ma non mi ero mai chiesta il motivo di questa gratitudine. Credo che la risposta sia nel mistero dell’Incarnazione, nel Natale, in Dio che si fa uomo. È un ringraziamento che si allarga come benedizione anche verso coloro che nella vita mi hanno insegnato a conoscere Gesù, a riconoscerlo come il Cristo di Dio, dando alla mia vita una direzione ed un senso, che tra alti e bassi, sempre è stata la traccia del mio cammino; e ho imparato a riconoscere in Gesù un uomo concreto, un Dio che sembra comprendere l’importanza per l’uomo di vedere e avere sempre un orizzonte a cui tendere. Dio si è fatto uomo e noi siamo stati fatti cristiani. La Sua venuta nel mondo ha allargato il nostro orizzonte, non limitandolo “solo” al Cielo, ma allargandolo a tutto l’uomo. I confini di Dio si sono rimpiccioliti nei confini della carne umana, e alla nostra carne è data la possibilità di allargarsi verso infinite possibilità, tante quanto infinita può essere la capacità dell’uomo di amare se guarda alla concretezza dell’umanità di Gesù. Nel Cristo contempliamo ciò che siamo tesi ad essere, il Divino che ci ha fatti cristiani. Quindi benvenuto Gesù anche questo Natale! Facci cristiani, tesi all’infinito, nei confini dell’umanità.

(Anna by CanepaLab)