Orari

  • Giorni feriali

    • Ore 7.55 Lodi mattutine 
    • Ore 8.15 Messa
    • Ore 18.00 Rosario
    • Ore 18.30 Messa e al termine Vespri 
  • Giorni festivi

    • Ore 11.30 Messa
    • Ore 17.30 Rosario
    • Ore 18.00 Vespri
    • Ore 18.30 Messa 
  • Adorazione

    • Ogni mercoledì dalle 12.30 alle 13.20 (da ottobre a giugno)
    • L'ultimo lunedì del mese dalle 21 alle 22 (da ottobre a giugno)
  • Confessioni

    • Tutti i giorni (tranne il venerdì pomeriggio)
      dalle 8.45 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00

Avvisi

Venerdì 7 Giugno

Ore 18.15 a San Pietro in Ciel d'Oro

Preghiera per tutti i vescovi del mondo

animata dalle fraternità dell'OFS e della GiFra

Domenica 9 Giugno

Ore 9.30 in Santuario

«Laudato si' mi Signore»
il rapporto con il creato

Domeniche Francescane 

Mercoledì 11 Giugno

Si conclude la lettura continua del Vangelo di Giovanni. Leggeremo e commenteremo Gv 21,15-25
Alle ore 21.00 in Santuario

Guardare a noi stessi seguendo l'esempio di San Francesco

di FR. MAGGIORINO
Pensare a San Francesco come ad un rivoluzionario è facile:

  • Francesco, giovane, ricco e borghese, avviato a carriera militare, con traguardo il cavalierato, dona tutto il suo corredo bellico ad un povero facendo a cambio con i suoi logori vestiti: Francesco no war, pacifista;
  • Francesco, giovane, ricco e borghese, distribuisce tutti suoi averi ai poveri per vivere come loro e assieme a loro: Francesco no global, pauperista;
  • Francesco, giovane, ex ricco e borghese, si reca nei lussuosi palazzi papali, affronta i ricchi e potenti cardinali e turba i sogni al Papa: Francesco, Cristo sì, Chiesa no, anticlericale.

E sono tante altre le immagini di Francesco d’Assisi che fanno sì che lo si ritragga come un contestatore sovversivo. In realtà Francesco lo abbiamo “tirato per la giacca” in tante maniere. Lo si è visto come uno spirito libero, precursore della Riforma protestante e delle rivoluzioni sociali, e si è creata allora la “questione francescana”; c’è chi riesce a vedere in Francesco restauratore, un controrivoluzionario, perché ripristina la struttura della Chiesa che rischia una rovinosa caduta (pensiamo al sogno di Papa Innocenzo III con “Francesco che sostiene la chiesa del Laterano”).

Francesco d’Assisi è stato certamente capace di compiere una rivoluzione ma non proprio come un rivoluzionario. Vediamo perché. Innanzitutto la sua azione non è mai stata di contrapposizione verso alcuno: non si è contrapposto alla Chiesa del suo tempo, né al sultano, né al frate che aveva peccato quanto era possibile peccare. Francesco viveva in un tempo dove era pressante il bisogno di un cambiamento (quindi, non è una novità) e ha saputo trovare l’innesco giusto per avviare una vera e propria trasformazione della società e della Chiesa, partendo da se stesso.

Che cosa ha innescato il cambiamento in Francesco? Già da tempo era alla ricerca di Dio e quindi anche di ciò che dà senso alla vita. Francesco, a seguito del fallimento delle sue ambizioni mondane, aveva inizialmente solo intuito un richiamo interiore a cercare Dio. Ma è dopo una di queste intuizioni che supplichevole giunge a chiedere: «Signore, che cosa vuoi che io faccia?». La risposta a quella domanda, che corrisponde al desiderio di tutti di trovare il bandolo della matassa della vita, Francesco d’Assisi la trovò solo in seguito ad un gesto clamoroso: l’abbraccio ad un lebbroso.

Se vogliamo credere all’esperienza di san Francesco dobbiamo comprendere che il cambiamento che desideriamo può avvenire solo se abbiamo - individualmente e tutti assieme - il coraggio di fare un passo avanti, se invece di erigere muri apriamo brecce.

L’abbraccio al lebbroso è quel gesto che rompe il cerchio che ci opprime quella mossa che ci fa uscire dalla quella spirale che ci inviluppa.

Il Signore parlò a Francesco e si diradarono le tenebre del suo cuore solo dopo che vinse se stesso compiendo quello che più lo ripugnava, abbracciare il lebbroso. È così che per lui si aprirono spazi nuovi.