Omelia nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio

1 Gennaio 2023

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Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.


Dicevamo all'inizio della Messa che è bello iniziare il nuovo anno nel Rendimento di Grazie e sappiamo che questo vuol dire Eucaristia ed è un modo bello di vivere questo passaggio tra un anno e l'altro: fermarsi nella casa del Signore e rendere grazie per tutti i Suoi benefici, non solo per rendere grazie per l'anno appena trascorso (che è già cosa buona!), ma (e qui è l'altra buona notizia) per rendere grazie già adesso per il 2023 che ci si apre davanti. E credo che questo sia uno dei segreti di una vita bella, cristianamente vissuta: rendere grazie anticipatamente! Perché? Perché io mi fido di Dio: è un Padre provvidente che ha cura di tutti i Suoi figli. E noi, qualora ogni tanto ce lo dimenticassimo, ce lo ricorda Paolo nella Lettera ai Galati: noi siamo figli! Nel figlio Gesù, nato da Maria Vergine, noi diventiamo figli e siamo chiamati a vivere questa figliolanza nel segno della benedizione. Ed è tutto il senso della prima Lettura, che la Chiesa, che è sempre madre e maestra, ci consegna all'inizio di questo nuovo anno civile: Dio, per mezzo di Mosè e Aronne, benedice il popolo, ossia dice bene del Popolo, quando sappiamo che il popolo non è che seguisse quello che il Signore gli diceva: era un popolo di dura cervice, che andava per la sua strada! Eppure Dio ostinatamente continua a benedire quel popolo che aveva scelto e, così come ha fatto col popolo d'Israele, fa con ognuno di noi: Dio dice bene di ognuno di noi, indipendentemente da quello che facciamo e da come viviamo. Dio dice bene di ogni persona! Capite che, se noi accogliamo la benedizione di Dio, perché lui ce la dà sempre, il cuore diventa grande e noi iniziamo questo nuovo anno correndo con la gioia nel cuore, come i pastori! I pastori vanno, come gli avevano detto gli angeli, no? Vanno senza indugio e trovano come gli aveva detto il Signore: trovano Maria, Giuseppe e il Bambino. E qual è l'esito di questo incontro? Essi glorificano Dio, lodano il Signore! Perché? Perché il Signore realizza sempre la Sua promessa di bene! Però è interessante (mi permetto qui di fare un piccolo approfondimento) la dinamica che ha caratterizzato la vicenda dei pastori: sappiamo dal Vangelo della notte di Natale che loro sono lì, fanno il loro mestiere di notte, vegliano sul gregge. Appaiono gli Angeli. Una luce li circonda o, meglio, li avvolge (la gloria del Signore!), provocando il loro grande stupore e la meraviglia e l'Angelo gli annuncia la grande notizia: è nato il Salvatore, il Cristo, l'Atteso, il Messia! Quindi loro, oltre a vedere questa grande luce, quello che importa è che loro ascoltano, sentono, odono una buona notizia. E cosa fanno i Pastori? Danno credito a quella buona notizia! E cosa succede? "Andarono senza indugio". Essi si mettono in moto, vanno per vedere quel segno che Dio mette davanti al loro cammino: vanno e vedono! E vedono che cosa? Il Segno lo sappiamo qual è: Maria e il Bambino, insieme a Giuseppe. E credono, credono alla parola del Signore! E qual è l'esito, oltre allo stupore di tutti, la meraviglia anche di Maria, che medita nel suo cuore? È che loro finalmente riescono a dare gloria a Dio, Lo lodano, Lo benedicono. In un certo senso, i pastori realizzano in loro stessi la vocazione di ogni uomo, che è quella di dare Gloria a Dio! E quindi è interessante che questo cammino che i Pastori fanno è il cammino di ogni uomo e di ogni donna: è il nostro cammino, che siamo chiamati a fare in questo 2023, se vogliamo vivere una vita significativa, piena, una vita luminosa, una vita che ci porti alla vera Pace che tutti noi desideriamo! Siamo chiamati ad ascoltare la parola del Signore, a metterla in pratica andando a vedere le meraviglie che il Signore compie, perché ne compie tante, anche in questi tempi difficili (sapete, ogni tempo è difficile!). E siamo chiamati a dare gloria a Lui, attraverso la nostra vita e anche attraverso le nostre parole, lì dove è possibile.

Infine, e chiudo, c'è un atteggiamento interessante, cui ho accennato poc'anzi, che è quello di Maria: splendido! Facciamo questa sottolineatura, visto che oggi è la Festa della Madre di Dio. Maria che cosa fa di fronte a questo e altri avvenimenti? Maria rimane lì, silenziosa: custodisce tutto quello che sente e che vede e lo medita nel suo cuore, lo compara, cerca di mettere insieme i vari pezzi, perché non è stato facile né per Maria né per Giuseppe star dietro a tutti questi avvenimenti meravigliosi che stanno succedendo attorno al loro figlio! Maria custodisce, medita, approfondisce nel suo cuore con i tempi di Dio. E questo è un altro atteggiamento molto importante che siamo chiamati ad avere ciascuno di noi, fratelli e sorelle, altrimenti rischiamo di vivere la vita in superficie, di lasciarci travolgere dagli eventi! Maria e Giuseppe non si lasciano travolgere dagli eventi, ma s'inseriscono in essi con questo atteggiamento meditativo di chi sa attendere i tempi di Dio e di chi non si lascia travolgere dai tempi degli uomini. E queste credo che siano delle indicazioni preziose per vivere al meglio questo nuovo anno, ricordandoci quello che ripeto ogni anno, cioè che il primo gennaio 2023 non è altro che il giorno successivo al 31 dicembre 2022: una constatazione banale per dire che non c'è niente di miracoloso, fratelli e sorelle! La vita va vissuta giorno dopo giorno: in base a quello che noi abbiamo messo in piedi nel 2022, ecco che continueremo in questo cammino di edificazione della nostra vita, della nostra casa, e anche di quel Regno di Dio, che, come ci suggerisce questa giornata, deve essere caratterizzato dalla Pace; ma sappiamo che la pace, prima di pensare di portarla agli altri, come sempre, siamo chiamati ad averla dentro di noi e a diventare Costruttori di Pace o, come piace dire a me, a favorire delle condizioni di pace dentro di noi e intorno a noi, in modo che altri, incontrandoci, possano trovare pace, se (e solo se) noi siamo pacificati. E solo questo ci può far diventare Operatori di Pace, come appunto ci invita Gesù nelle Beatitudini.


 

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