Appunti di viaggio

Di seguito vi condividiamo un articolo di Fra Pasquale scritto nel lontano anno 2000. Nonostante sia stato scritto 22 anni fa, ancora oggi risulta estremamente attuale. Seguiranno in futuro altri articoli.

Caro Lorenzo, non potendoti scrivere ti mando degli appunti dell’ultimo viaggio in Terra Santa, certo di farti piacere nel coinvolgerti nella mia ultima avventura. Sono riflessioni che condivido così per quelle che sono, senza tante pretese…

Quanto sta accadendo in Terra Santa è uno scacco matto per tutte le Religioni, in senso lato e molto ampio. È una grande delusione per tutta l’umanità e ogni uomo di buona volontà non può che rimanere esterrefatto di fronte a questi avvenimenti.

Davvero qui nella “Terra Santa” lo scandalo delle divisioni e delle frustrazioni dell’intera umanità si mostrano in tutta la loro nudità sconvolgendo il cuore dell’uomo spingendolo sempre più verso il baratro dell’angoscia. Di fronte a questa impotenza e a tale abbandono ancora più amo e scopro la grandezza della follia della croce, vedendo in ciò la solidarietà di Gesù con la nostra debolezza e la nostra incapacità di aprirci alla croce se non per un dono particolare.
Solo allora questa vita ha un senso e merita tutto il nostro ardore e il desiderio di lottare per un vero cammino di liberazione; tanto impossibile tanto quanto è grande la follia della fede davanti alla nudità crocifissa di Gesù. Solo l’amore che resiste di fronte allo scandalo della croce ha il coraggio di rimettersi ogni giorno in cammino verso un tramonto che necessariamente porterà ad un mattino di luce. Perché così avvenne quel santo Venerdì, durante il quale Lui fu “appeso” dai suoi fratelli, gli stessi che poi lo deposero in un sepolcro e se ne andarono ancora tramortiti per quanto era accaduto.

Ma l’amore di Dio vinse laddove l’uomo non osava nemmeno sperare. Così, la Provvidenza aprirà nuovi orizzonti e darà ancora possibilità all’umanità, almeno per quegli uomini che umilmente senza pretendere di essere gli eletti si metteranno in ascolto sincero della sua Parola nell’attenta ricerca dei “segni dei tempi”. Questo è il mio sincero augurio di buon Natale, per te caro amico che sempre mi accogli pazientemente.

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