Cos'è la verità

Marco S.

Come giungere alla verità ed alla conoscenza di Dio

Infiniti e disparati sono i modi con cui Dio entra in relazione con l’uomo, mediante i quali Egli fa comprendere alle sue creature cosa significhi la parola “Verità” e dove essa dimori pienamente ed in tutta la sua perfezione. L’uomo infatti, nella sua debolezza e corruttibilità, senza il divino ausilio, è in grado di afferrare soltanto una porzione di ciò che è il vero, anche se, quanto è nelle sue facoltà comprendere, è comunque un primo passo verso la conoscenza del volto di Dio. Sant’Agostino stesso, nelle sue “Confessioni”, ci testimonia che il suo modo di giungere a Dio è potuto avvenire soltanto mediante la buona e sana filosofia. Egli narra infatti che grazie alla lettura dell’“Ortensio” di Cicerone poté cominciare la sua scalata verso la Verità e, per merito di ciò, riuscire a comprendere che ciò che si eleva verso la conoscenza piena delle cose, in realtà, si eleva verso Dio, seppur ciò avvenga in modo totalmente inconsapevole.

Come non pensare quindi ad Edith Stein? Lei, filosofa husserliana, al termine del suo percorso filosofico, si ritrovò casualmente tra le mani l’autobiografia di Santa Teresa d’Avila; conclusa la sua lettura, la futura santa esultò gridando: “Questa è la verità!”. I suoi studi filosofici, infatti, erano stati un mezzo per arrivare alla conoscenza di Dio.
In questi giorni di vacanza, rileggendo i suoi pensieri di donna, filosofa e santa, sono stato rapito particolarmente da una frase che riassume pienamente quanto detto prima: “Non mi è mai piaciuto pensare che la misericordia di Dio si fermi ai confini della Chiesa visibile. Dio è la verità. Chi cerca la verità cerca Dio, che lo sappia o no. Tutte le verità dipendono da questa Verità, come tutti gli amori dipendono da questo Amore. E ancora: “La verità prima, il principio primo di tutta le verità è Dio Stesso. Ogni verità della quale possiamo impadronirci deriva da Dio”.
Ma non tutti sono in possesso di una mente e delle capacità intellettive come quelle di Agostino ed Edith, e così, in soccorso giunge amorevole santa Teresina di Lisieux che, con la sua “piccola via”, ci indica il cammino sicuro e semplice per giungere alla conoscenza pura di Dio e della sua volontà. La piccola via è così la via delle piccole cose, degli atti semplici ma concreti e pregni di amore, dei gesti elementari compiuti per compiacere il buon Dio, nonché dei pensieri che, nella loro semplicità ed essenzialità, come un ascensore, ci conducono direttamente e senza interferenze al cuore di Dio Padre e dei suoi misteri. Tramite i pensieri semplici, infatti, anche i più umili possono giungere alla verità totale delle cose, proprio perché Dio è padre di tutti, e la sua grazia è destinata senza eccezioni ad ogni suo figlio che, nei diversi modi in cui è in grado di riceverla, la sperimenta, comprendendola nel suo cuore.

Poiché anch’io non sono in possesso di un intelletto tale da poter comprendere Dio mediante la filosofia o tramite dei pensieri complessi e altamente teologici, questa estate ho fatto ricorso alla piccola via di Teresa ed ai suoi semplici ma al contempo profondi pensieri per giungere ad un contatto profondo e concreto con Dio e, per compiere ciò, ho chiesto ausilio al Suo creato. La mia estate, difatti, grazie a giorni passati in Sardegna, è stata vissuta in pieno contatto con la natura e, proprio mentre mi trovavo in questa meravigliosa terra, ho potuto apprezzare il modo in cui il mirto selvatico cresce, abbonda e arricchisce spontaneamente il suolo sardo. Grazie a ciò ho compreso il modo in cui i cristiani devono operare nel mondo: il mirto infatti, nell’assoluto silenzio e nel modo più umile possibile, spande attorno a sé la sua intensa fragranza, donando in modo spontaneo e genuino la sua essenza ed i suoi frutti; non è così appunto che noi cristiani dovremmo operare nel mondo? Ovvero, come soleva ripetere anche il nostro caro san Francesco d’Assisi, predicando il vangelo portando semplicemente il nostro volto, la nostra dolcezza, la nostra tenerezza e bontà d’animo, le nostre parole pregne di speranza, dispensando opere di carità e d’amore in modo incondizionato e verso tutti, proprio come il mirto spande la propria fragranza ed i suoi frutti senza considerare a chi toccherà riceverli e gustarli. La carità infatti è benigna, ed il bene è pienamente bene quando viene elargito senza remore verso chiunque.
Ecco dunque ciò che mi porto da questa estate: la Verità permea incondizionatamente tutto, senza eccezione alcuna, ed ogni modo è utile e proficuo per giungere alla sua conoscenza. E che essa si raggiunga mediante l’Ortiense di Cicerone, piuttosto che il mirto selvatico ciò non importa; è importante sapere che, riprendendo le parole di Paolo, “Dio vuole che tutti giungano alla conoscenza della verità”, e ciò può avvenire nei modi che Dio ritiene opportuni anche in relazione a chi siamo, alle nostra capacità, ed alla nostra storia.

Termino con un ultimo ed intenso scritto che la nostra dolce Teresa di Lisieux ci ha lasciato in eredità, e che rappresenta l’elevazione a Dio ed alle Sue verità divine mediante gli umili ed i semplici pensieri, ovvero ciò che ella definiva “la piccola via”: “Mi sono chiesta a lungo perché il Buon Dio facesse delle preferenze, perché tutte le anime non ricevessero un uguale grado di grazie (…). Gesù si è degnato di istruirmi su questo mistero, ha messo davanti ai miei occhi il libro della natura (...) Ho capito che se tutti i fiorellini volessero essere delle rose, la natura perderebbe il suo manto primaverile, i campi non sarebbero più smaltati di fiorellini...Così accade nel mondo delle anime che è il giardino di Gesù. Egli ha voluto creare i grandi Santi che possono essere paragonati al Giglio e alle rose, ma ne ha creati anche di piccoli, e questi devono accontentarsi di essere delle pratoline e delle violette, destinate a rallegrare lo sguardo del Buon Dio quando lo abbassa ai suoi piedi; la perfezione consiste nel fare la Sua volontà, nell'essere quello che Lui vuole...Ho capito anche che l'amore di Nostro Signore si rivela tanto all'anima più semplice, che non oppone alcuna resistenza alla sua grazia, quanto all'anima più sublime (…). Come il sole rischiara sia i cedri sia ogni fiorellino, come se esso fosse l'unico sulla terra, così Nostro Signore si occupa in modo particolare di ogni anima come se essa non avesse uguali; e come in natura tutte le stagioni sono regolate in modo da far sbocciare nel giorno stabilito, sbocciare, anche la più umile margheritina, allo stesso modo tutto concorre al bene di ogni anima.


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