Orari

  • Giorni feriali

    • Ore 7.55 Lodi mattutine 
    • Ore 8.15 Messa
    • Ore 18.00 Rosario
    • Ore 18.30 Messa e al termine Vespri 
  • Giorni festivi

    • Ore 11.30 Messa
    • Ore 17.30 Rosario
    • Ore 18.00 Vespri
    • Ore 18.30 Messa 
  • Adorazione

    • Ogni mercoledì dalle 12.30 alle 13.20 (da ottobre a giugno)
    • L'ultimo lunedì del mese dalle 21 alle 22 (da ottobre a giugno)
  • Confessioni

    • Tutti i giorni (tranne il venerdì pomeriggio)
      dalle 8.45 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00

Avvisi

Sabato 25 maggio

Ore 21:00 In Santuario, Concerto

Lassa far a mi: La Sol Fa Re Mi

Improvvisazione e contrappunto dal XII al XX secolo per due flauti dolci

Info: https://bit.ly/2JWL1FQ

Domenica 26 maggio

Ore 21:00 In Santuario, Concerto

“Ave Dulcissima Maria”

musica ad honorem Beatae Mariae Virgini

INFO

Con un desiderio acceso nel cuore
L'esperienza di Andrea e Simone che lo scorso agosto che hanno camminato insieme dal Monte della Verna fino ad Assisi per la marcia francescana

di ANDREA e SIMONE (Gioventù Francescana di Pavia)

“Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’.” Scoprirsi desiderati, attesi, amati e inviati. Probabilmente potremmo riassumere il nostro pellegrinaggio da La Verna ad Assisi con queste poche parole. Partire per abbandonare il superfluo, camminare per seguire, fare silenzio per ascoltare.

Perché siamo partiti? Perché in quel “voi soli”, che abbiamo ascoltato nella Messa domenicale a La Verna prima di iniziare il pellegrinaggio, Dio parla di un desiderio di intimità, di relazione vera, unica. Con questo desiderio acceso nel cuore abbiamo attraversato montagne, colline e pianure per circa 200 chilometri tra Toscana e Umbria per giungere ad Assisi il 2 agosto, Festa del Perdono d’Assisi. Ci siamo presi cura l’uno dell’altro come fratelli nelle piccole cose, supportandoci e perché no… anche sopportandoci! Abbiamo visto paesaggi mozzafiato e pregato in luoghi dove persino le pietre trasudano preghiera, come l’Eremo di Montecasale o Pieve de’ Saddi. Le giornate erano scandite da momenti di preghiera comune, lettura della Parola e tanto silenzio, dato un po’ dalla fatica, un (bel) po’ dal desiderio di riflettere e parlare personalmente con Lui.

Per dieci giorni abbiamo staccato dal “mondo”, dagli smartphone e dalla routine lavorativa, scoprendo una dimensione temporale rallentata e scandita dalla luce del sole. Abbiamo incontrato volti, sguardi, storie.

Tutto il cammino è stato segnato dall’incontro con persone provenienti da diverse parti d’Italia e d’Europa, ognuna in cammino con il proprio motivo. Ripensando a tutti i pellegrini incontrati ce ne tornano in mente alcuni che hanno saputo donarci, nella loro semplicità, una grande bellezza. È il caso di Laurence e Marcello, protagonisti di una storia degna d’essere raccontata in un film. Lei parigina, lui italianissimo, fin troppo! Lei giovane, lui un po’ meno, diciamo giovane nello spirito.  Si sono conosciuti a La Verna alla partenza e hanno camminato fianco a fianco fino ad Assisi, capendosi pur parlando due lingue diverse. Laurence stava vivendo la propria conversione e Marcello si era posto come unico obiettivo personale quello di condurla fino ad Assisi, nonostante le difficoltà fisiche che incontravano tappa dopo tappa. Due persone che al di fuori non si acchiapperebbero mai, viste le diversità culturali e non solo! Guardandoli ci siamo resi conto di come solo il Signore possa creare una relazione dal nulla così bella, spontanea e profonda.

Tornando a noi, l’ultima tappa, quella da Valfabbrica ad Assisi, è stata vissuta come una lunga veglia notturna. Abbiamo scelto di camminare di notte per giungere alla tomba di Francesco alle sei del mattino. Nonostante esserci quasi imbattuti negli amici lupi, siamo giunti ad Assisi alle prime luci dell’alba con un’emozione fortissima nel cuore e la gioia di essere tornati a casa.

Abbiamo portato con noi molte persone, alcune incontrate lungo il percorso e altre che portavamo nel cuore personalmente. Riflettendo sul cammino fatto, quella notte abbiamo capito che non stavamo giungendo alla meta, che quel pellegrinaggio non stava finendo. Stavamo per attraversare una porta che consentiva di accedere ad un orizzonte ben più ampio. Una porta stretta certo, quella di San Giacomo, che era un passaggio, non una conclusione. Era un invito, una promessa da custodire nel cuore, un dono da scoprire giorno per giorno una volta rientrati nella nostra quotidianità. Una radicalità dell’amore che solo con Cristo e in Cristo si può vivere.