Sulla Vera Letizia

fr. Enrico

Cos'è per noi la letizia? Certo non quella descritta da S. Francesco nel suo “Dialogo con frate Leone”. Per noi vivere in letizia, normalmente, è assumere e mantenere una posizione dominante nei confronti degli altri, avere successo, acquistare notorietà, esattamente il contrario rispetto all'idea del santo di Assisi. 
Noi consideriamo letizia risolvere i nostri problemi ed appagare tutti i bisogni, ma più poniamo al centro noi stessi e le nostre smanie di gloria, più ci sentiamo svuotati, insoddisfatti e delusi, ricchi di una specie di gioia che dura solo il tempo di un respiro. Allo stesso tempo riusciamo ad infuriarci, anche solo se il nostro piede finisce in una pozzanghera, o veniamo incidentalmente urtati da qualcuno.
“Fermatevi! Sappiate che io sono Dio, eccelso tra le genti, eccelso sulla terra”, ci ammonisce il salmista per mettere in luce il primato di Dio sulla nostra vita. 
Solo riconoscere la signoria di Dio su di noi ci può permettere di provare letizia, e questo persino nelle contraddizioni e nelle persecuzioni. 
Solo la croce di Gesù apre i nostri occhi a vedere la gloria di Dio nelle miserie dell’uomo e a prendere le distanze da una vita autoreferenziata.
Naturalmente si parla del cammino di tutta la vita ma, evidentemente, saremo facilitati nel compito di assumere il peso della nostra esistenza se ci adopereremo per conoscere le parole e i gesti di Gesù e praticare la vita sacramentale.
S. Francesco non parla di perfetta ma di vera letizia. La prima rischia di avere una semplice e sola accezione morale: “mi devo sforzare per essere come mi dice la legge di Dio”; mentre la seconda apre alla relazione con il Dio vivo e vero, portandoci al cuore e al senso profondo dell’esistenza: “siamo amati da Dio per quello che siamo e non per quello che vorremmo o dovremmo diventare”.
L’esempio del santo di Assisi ci sprona a stare fermi davanti alla porta chiusa della libertà dei fratelli perché forti della presenza del Cristo crocifisso e risorto, la quale ci scalda il cuore e non permette a risentimento, rancore, ira di avere la meglio. Solo se la croce di Cristo è impressa nel nostro cuore e in tutte le membra, si realizza anche per noi la possibilità di stare in pace davanti ad ogni porta chiusa. Non si tratta di mostrarsi forti, ma di manifestare il volto crocifisso del più bello tra i figli dell’uomo, l’unico in grado di vincere ogni durezza del nostro cuore.
La vera letizia ci apre e ci permette di mantenere relazioni libere e feconde donandoci di vivere senza nulla di proprio. Si rinuncia persino alla pretesa di essere amati dai propri fratelli, consapevoli che Dio non costringe nessuno a ricambiare il suo dono d’amore. Solo un cuore che si lascia ferire può stare davanti alla porta chiusa del fratello, bruciando interiormente per il peccato di non accoglienza, certi che il Signore permette tutto questo per un bene più grande.
“Fate conoscere a tutti che non c’è nessun onnipotente eccetto lui” scrive S. Francesco a tutto l’Ordine dei frati. Siamo chiamati a mettere Dio al centro della nostra vita, questo ci permetterà di vivere la vera letizia, senza nessuna pretesa.

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