Sulla Risurrezione

fr. Enrico

L’uomo, lasciato alle sue sole forze, non avrebbe neanche lontanamente immaginato la risurrezione dai morti. Cristo, però, è morto ed è risorto! Con Lui, in Lui e per Lui, ciascuno di noi è chiamato a far morire il vecchio uomo, schiavo del peccato, e far risorgere l’uomo nuovo, libero e chiamato a vivere la vita nuova dei risorti che solo Lui ci mostra.
La Risurrezione è un evento inatteso, insperato e sconvolgente, gli apostoli che corrono al sepolcro, vedendolo vuoto, non riescono a capacitarsi di quello che è veramente accaduto. Loro cercavano il Sepolto e invece incontreranno il Risorto. Anche Maria di Màgdala cercava tra i morti il Vivente, senza trovarlo, perché il Signore Gesù è vivo e ci vuole vivi. Questo passaggio dalla morte alla vita avviene attraverso una chiamata personale da parte del Risorto, il quale pronuncia il nostro nome in un modo unico che ci risveglia dalle nostre tante morti.
Apriamo le orecchie del cuore per riconoscere la voce del Figlio di Dio che ci chiama ad uscire dai nostri sepolcri per vivere la nostra vita da viventi e non da moribondi. Siamo chiamati a risorgere ogni giorno credendo alla Buona Notizia che il Padre delle misericordie ci dona attraverso il suo Figlio amato e benedetto, per mezzo dello Spirito Santo.
Facciamo spazio alla promessa di vita che Dio semina ogni mattino nel nostro cuore col Suo Vangelo e impariamo a sperare contro ogni speranza, nella certezza che Dio scrive dritto sulle righe storte degli uomini e realizza la sua promessa di salvezza. Gesù sulla croce grida: “È compiuto!”, mostrando una fede “cieca” nei confronti del Padre che lo avrebbe tratto dalla fossa degli inferi. Questa fede del Figlio nei confronti del Padre, come quella del Padre nei confronti del Figlio, si fonda sul loro reciproco ed eterno amore, che li porta a consegnare tutta la vita propria nell’Altro, certi di non restare delusi.
La nostra vita procede di bene in meglio, di pienezza in pienezza, e, ne siamo certi, il bello deve ancora venire. La Risurrezione ci porta a credere nel bene nonostante l’evidenza e la violenza del male, in quanto è fedele Colui che ha vissuto i suoi giorni passando e beneficando tutti coloro che incontrava. È vero, fa più rumore un albero che cade rispetto ad una foresta nascente, ma noi vogliamo credere e sperare nella logica evangelica del lievito che fa fermentare tanta pasta, del granellino di senape che diventa un grande arbusto capace di accogliere e custodire la vita.
Scegliamo di essere tessitori di speranza in un mondo che rischia continuamente di perderla e, presi per mano dal Risorto, viviamo il passaggio da una vita egoistica e autoreferenziale ad una donata perché altri possano avere la Vita che il Figlio di Dio ha acquistato per tutti noi sull’albero della croce.
Buona vita da risorti a tutti!


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