Sull'Immaginazione

fr. Enrico

Una facoltà che ogni essere umano possiede, della quale ha poca consapevolezza e conseguentemente utilizza poco, è l’immaginazione. Non stiamo parlando della fantasia o del sogno ad occhi aperti, possibilità concrete, queste, che l’uomo di oggi utilizza per estraniarsi dalla realtà, per sfuggire alle tante strettoie che gli si parano di fronte. C’è invece una modalità che ci porta sopra alla realtà, permettendoci di guardarla a distanza e di ipotizzare un futuro diverso e migliore. Si tratta di vedere l’invisibile e mettere in atto scelte che ne assecondino l’azione trasformante.
Coltivare l’immaginazione significa scegliere di stare nel reale con uno stile generativo, ovvero lasciarsi fecondare dai germi di vita che il Signore sparge a piene mani nella storia degli uomini per renderla storia di salvezza; significa ancora guardare il nostro prossimo scorgendo i semi di bene che albergano nelle profondità dei cuori e vederli realizzati in anticipo, insomma credere che c’è molto di più rispetto a quanto i nostri occhi riescono a catturare. C’è un forte e pressante invito a vedere e credere che la vita fiorisce dentro e intorno a noi, a credere per vedere le meraviglie che il Signore ha promesso prima della creazione del mondo, la cui realizzazione necessita del nostro assenso e contributo.
Certamente il Signore Gesù aveva una spiccata facoltà di immaginazione, Egli riusciva a percepire e valorizzare i frammenti di bene presenti nella vita di chiunque incontrasse e, di conseguenza, elargiva il suo fattivo impegno perché questo bene arrivasse a maturazione. Non si tratta di estraniarsi dalla realtà, tentazione molto comune e diffusa, ma di immaginare un domani carico delle migliori speranze dell’oggi e ancorato alla fiducia verso un passato che ci racconta e sostiene.
Tutto risulterà più chiaro affermando che la nostra immaginazione necessita di un sicuro e stabile ancoraggio nella vita e missione del Signore Gesù, il quale, sempre rivolto al Padre, si nutriva dei suoi pensieri e dei suoi sentimenti per immaginare il regno di Dio sempre veniente. Questo continuo e fecondo processo gli permetteva di rimanere nella realtà che viveva giorno dopo giorno, ben operando perché l’immaginazione del Padre prendesse forma. L’uomo Gesù di Nàzaret non ha fatto altro che favorire le migliori condizioni perché la promessa di Dio di vita abbondante potesse realizzarsi tra gli uomini. Immaginare, quindi, non significherà altro che credere e sperare con rinnovata passione quanto il Padre celeste immagina per noi sin dall’eternità.
Scegliamo concretamente ed efficacemente di fare la nostra parte e immaginiamo un futuro migliore, certi che la nostra vita procede decisamente di bene in meglio.


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