Il valore della povertà

Una promessa che si realizza oggi: il regno dei cieli

La prima delle beatitudini è anche quella che in qualche modo racchiude in sé tutte le seguenti, o meglio, le suscita; inoltre sono questa e l'ultima (i perseguitati per la giustizia) le uniche beatitudini che sono al presente e promettono il regno dei cieli. Come a dire che se gli afflitti, i miti, gli affamati di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore e gli operatori di pace riceveranno soddisfazione un giorno, sono i poveri e i perseguitati che possono sperimentare già ora la gioia del regno dei cieli. Non è facile comprendere come sia possibile questa gioia, soprattutto se non comprendiamo il significato della povertà evangelica che va spiegato per non confonderlo con un semplice disprezzo dei beni terreni. In che modo bisogna essere poveri?

Indifferenza? Mai!

NON RINUNCIARE ALLA FAME E ALLA SETE DI GIUSTIZIA  

Non rimarrò nel vestibolo, o brucerò all’Inferno, o andrò in Paradiso. Non sarà l'indifferenza a  vincere la mia vita, non lo ha mai fatto finora. Se odiare è un sentimento ammesso, ebbene anche io odio gli indifferenti, quelli che non prendono mai una parte, per paura (e li posso comprendere) o per calcolo (e non li posso proprio sopportare). Io ho sempre preso una parte, di star zitta, di lasciar correre proprio non ce la faccio. E quando prendo parte, ecco che mi sento pienamente “io”. 

Ma beato cosa?

«VEDENDO LE FOLLE, GESÙ SALÌ SUL MONTE...SI MISE A PARLARE E INSEGNAVA: BEATI I POVERI IN SPIRITO»

"Ma beato cosa?... Mi prendi in giro? Hai presente in che situazione mi trovo?". È probabile che molti di voi sentendosi dare del "beato" risponderebbero in modo contrariato. In effetti, se guardiamo a come "girano" le cose dentro di noi e - ancora di più - attorno a noi, tutta questa beatitudine non la vediamo mica.

Meno lupo tra i lupi

FARE SPAZIO ALLA MITEZZA 

All’inizio dell'ultimo incontro fr. Enrico ha posto a tutti una domanda: “Perché chiudersi in un convento la domenica pomeriggio? Quale significato dare a questo momento? Cosa avremmo detto a qualcuno che ce lo avesse domandato? Senza nemmeno pensarci troppo la mia risposta immedita è stata questa: “Per non essere raggiungibile da nessuno, se non da Dio”. Una frase un po’ “rapida”, che usa il linguaggio della vita (mala-vita) di oggi, una esistenza sempre “online” che ti vuole sempre raggiungibile da tutti, in ogni luogo e in ogni momento.

Puoi piangere!

Beati coloro che sono nel pianto, perché saranno consolati

Gesù che sale sul monte e proclama le beatitudini è un chiaro riferimento a Mosè, ed è proprio colui che ha condotto il popolo fuori dall'Egitto e ha consegnato la legge di Dio che Matteo vuole ricordare nella sua narrazione delle Beatitudinio. Tuttavia, vi è una sostanziale ed evidente differenza tra Mosé e Gesù. Mosè riceve la legge da Dio e la consegna al popolo, Gesù da lui stesso la legge, anzi: Gesù è la legge, in quanto è lui la parola stessa di Dio. In Gesù sono incarnate le beatitudini, è lui il vero povero in spirito, è lui l'afflitto, colui che piange, è lui che ha fame e sete della giustizia, è lui il perseguitato...