...stavano a guardare

«2bNon ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. 3 Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima»  (Is 53, 2b-3).

Nell'ora della croce di Gesù i suoi discepoli più intimi - gli apostoli - scompaiono, rimangono però presenti diversi personaggi che ci aiutano a comprendere a tracciare una mappa della nostra consapevolezza di questo avvenimento e anche della nostra coscienza.

Ai piedi lo zelo del Vangelo

καὶ ὑποδησάμενοι τοὺς πόδας ἐν ἑτοιμασίᾳ τοῦ εὐαγγελίου τῆς εἰρήνης

«mettete come calzature ai piedi lo zelo dato dal vangelo della pace»

Nel combattimento i piedi sono preziosi per la stabilità che devono mantenere e per il movimento da garantire. Nel combattimento spirituale, non sono meno importanti, anzi, vanno calzati con sandali appropriati che fanno parte del corredo dell'armatura di Dio. 

Combattimento spirituale

«Rafforzatevi nel Signore... restate saldi»

I cosiddetti "Tempi Forti" della liturgia - Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua - si presentano sempre a coppie nelle quali vi è un Tempo che fa da preparazione a quello che segue e che pare più forte ancora. In realtà, questi Tempi forti di preparazione non appartengono ad una categoria inferiore; anzi, si potrebbe forse dire che l’Avvento e la Quaresima, sono i periodi dell’anno che dovremmo sentire particolarmente cari perché esprimono bene sia l’attesa di una bellezza che è desiderata da tutti i nostri cuori, sia il viaggio che sentiamo di dover compiere verso quella stessa bellezza.

Il tempo dello spirito

Aiutiamoci a dare senso alle nostre vacanze…

“Le vacanze sono, o almeno potrebbero essere, un periodo in cui riscoprire la propria umanità e perseguire la pace e la serenità interiori, un tempo per lo spirito, un’occasione per rispondere al desiderio autentico di trovare altrove un senso a ciò che si vive qui e ora, per comportarsi altrimenti in modo da tornare a condurre con consapevolezza un’esistenza divenuta stanca routine.

Il valore della povertà

Una promessa che si realizza oggi: il regno dei cieli

La prima delle beatitudini è anche quella che in qualche modo racchiude in sé tutte le seguenti, o meglio, le suscita; inoltre sono questa e l'ultima (i perseguitati per la giustizia) le uniche beatitudini che sono al presente e promettono il regno dei cieli. Come a dire che se gli afflitti, i miti, gli affamati di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore e gli operatori di pace riceveranno soddisfazione un giorno, sono i poveri e i perseguitati che possono sperimentare già ora la gioia del regno dei cieli. Non è facile comprendere come sia possibile questa gioia, soprattutto se non comprendiamo il significato della povertà evangelica che va spiegato per non confonderlo con un semplice disprezzo dei beni terreni. In che modo bisogna essere poveri?

Indifferenza? Mai!

NON RINUNCIARE ALLA FAME E ALLA SETE DI GIUSTIZIA  

Non rimarrò nel vestibolo, o brucerò all’Inferno, o andrò in Paradiso. Non sarà l'indifferenza a  vincere la mia vita, non lo ha mai fatto finora. Se odiare è un sentimento ammesso, ebbene anche io odio gli indifferenti, quelli che non prendono mai una parte, per paura (e li posso comprendere) o per calcolo (e non li posso proprio sopportare). Io ho sempre preso una parte, di star zitta, di lasciar correre proprio non ce la faccio. E quando prendo parte, ecco che mi sento pienamente “io”. 

L' elmo della salvezza

 «Prendete anche l’elmo della salvezza»

La quinta arma dell’armatura spirituale indicata da San Paolo nella lettera agli Efesini è ancora un'arma difensiva che ci viene detto dobbiamo prendere.Tuttavia la parola greca che noi traduciamo con prendete esprime anche il significato di accogliere, ricevere.

La cintura della verità

«STATE SALDI DUNQUE, ATTORNO AI FIANCHI LA CINTURA DELLA VERITÀ»

State saldi.Chi pratica un’arte di combattimento sa bene l’importanza che ha la guardia, intesa come la posizione da assumere. Non abbassare la guardia, rimani in movimento, saltella. Stare saldi nell’accingerci nel combattimento non ha nulla a che fare con la staticità; stare saldi ha a che fare con la vitalità. Se ti prepari al combattimento devi prendere in mano la tua vita non subire passivamente nell’attesa.

La spada che è la Parola di Dio

“Prendete la spada dello Spirito, che è la parola di Dio”

Tra tutte le parti dell’armatura di Dio, l’unico elemento offensivo è la spada (machaira) che viene data dallo Spirito e che è la Parola (rhêma) di Dio. Se fino ad ora Paolo ha descritto le parti di un’armatura di un soldato romano, la spada di cui parla in Ef 6 non è il tipico gladius romano ma più simile al coltello tagliente e appuntito che veniva usato per sacrificare gli animali.

La voce del silenzio

Dopo la riflessione di Padre Enzo Bianchi del Monastero di Bose, vi proproniamo un altro contributo, questa volta di fra Alberto Joan Pari, appartenente al nostro Ordine dei Frati Minori e pubblicato su terrasanta.net, la testata online della Custodia francescana di Terra Santa dedicata a storie, attualità e archeologia dal Medio Oriente e dal mondo della Bibbia. Oggi il tema è la taciturnistas ovvero il silenzio come momento di cui fare esperienza. 

Il silenzio ci apre alla totale disponibilità ad accogliere la Parola di Dio; ci insegna a guardare dentro noi stessi, a essere attenti agli altri. Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo [...] un tempo per tacere e un tempo per parlare» (Qoelet, 3, 1.7). Ho letto in un articolo che aumentano sempre più le richieste di alloggio per alcuni giorni o una settimana nei monasteri in Europa da parte di uomini e donne in carriera, oberati dal lavoro e dagli impegni e desiderosi di una sosta rigenerante fatta di bellezza e soprattutto di silenzio. 

Lo scudo della fede

«Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno»

Presentandoci la quarta componente, dell’armatura necessaria per affrontare il combattimento spirituale, san Paolo ci rivela anche un particolare utile: l’avversario ci colpisce scagliando frecce infuocate. Il nostro impegno deve essere nel respingere e spegnere queste frecce perché il loro fuoco può intaccare ambiti preziosi della nostra vita. Seguiamo con attenzione le indicazioni della lettera agli Efesini e cerchiamo di capire come funziona lo scudo che ci protegge.

Ma beato cosa?

«VEDENDO LE FOLLE, GESÙ SALÌ SUL MONTE...SI MISE A PARLARE E INSEGNAVA: BEATI I POVERI IN SPIRITO»

"Ma beato cosa?... Mi prendi in giro? Hai presente in che situazione mi trovo?". È probabile che molti di voi sentendosi dare del "beato" risponderebbero in modo contrariato. In effetti, se guardiamo a come "girano" le cose dentro di noi e - ancora di più - attorno a noi, tutta questa beatitudine non la vediamo mica.

Meno lupo tra i lupi

FARE SPAZIO ALLA MITEZZA 

All’inizio dell'ultimo incontro fr. Enrico ha posto a tutti una domanda: “Perché chiudersi in un convento la domenica pomeriggio? Quale significato dare a questo momento? Cosa avremmo detto a qualcuno che ce lo avesse domandato? Senza nemmeno pensarci troppo la mia risposta immedita è stata questa: “Per non essere raggiungibile da nessuno, se non da Dio”. Una frase un po’ “rapida”, che usa il linguaggio della vita (mala-vita) di oggi, una esistenza sempre “online” che ti vuole sempre raggiungibile da tutti, in ogni luogo e in ogni momento.

Non c'è Passione senza Compassione

In questo periodo di Quaresima, ora che iniziamo ad essere sempre più vicini alla Pasqua, credo che il modo più bello per condividere un pensiero con voi, come avevate chiesto al termine del nostro ultimo incontro, sia di farlo in forma di preghiera. Prego il Signore Nostro Gesù Cristo che faccia a me e a tutti noi il dono della compassione. Che ci doni la capacità, proprio come dice questa parola, di patire con, di saper sopportare e soffrire insieme a qualcuno, in pensieri, parole, azioni.

Non è qui, è risorto!

«Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro.».  Gv 20,1-9

Suona strano che Giovanni, nel suo Vangelo, non collochi l’evento della risurrezione in un “giorno solenne”, viene annotato semplicemente il primo giorno della settimana, quasi fosse il proseguimento normale di un ciclo ininterrotto. In effetti, molti indizi nella nostra vita ci porterebbero a pensare così. Semplicemente, quante Pasque abbiamo celebrato per poi ritrovarci a dover riprendere il solito tran tran ordinario. Non è forse simile alla delusione dei due discepoli in cammino per Emmaus, il nostro sentimento che si affaccia verso il finire della festa?

Preghiere, suppliche, perseveranza

«In ogni occasione pregate con ogni sorta di preghiere e suppliche nello Spirito, e a questo scopo vegliate con ogni perseveranza e supplica per tutti i santi» (Ef 6, 18). Tutte le armi che compongono l’armatura vengono riassunte nella Preghiera.

Puoi piangere!

Beati coloro che sono nel pianto, perché saranno consolati

Gesù che sale sul monte e proclama le beatitudini è un chiaro riferimento a Mosè, ed è proprio colui che ha condotto il popolo fuori dall'Egitto e ha consegnato la legge di Dio che Matteo vuole ricordare nella sua narrazione delle Beatitudinio. Tuttavia, vi è una sostanziale ed evidente differenza tra Mosé e Gesù. Mosè riceve la legge da Dio e la consegna al popolo, Gesù da lui stesso la legge, anzi: Gesù è la legge, in quanto è lui la parola stessa di Dio. In Gesù sono incarnate le beatitudini, è lui il vero povero in spirito, è lui l'afflitto, colui che piange, è lui che ha fame e sete della giustizia, è lui il perseguitato...  

Tempo d'estate

Luglio e agosto sono i mesi solitamente dedicati alle vacanze. Qualche giorno, una settimana, i più fortunati anche periodi più lunghi, tutti noi lasciamo le nostre occupazioni usuali, il lavoro, la scuola, l'Università per fermarci un po' e concederci il tempo di fare ciò che non si riesce mai a fare durante l'anno perché troppo affannati da mille faccende. In questo tempo meraviglioso è bello pensare di riservare un po' di spazio anche a Dio e alla sua Parola, e al nostro personale cammino, accompagnando le nostre giornate più lente e tranquille con qualche riflessione.

Un imprevisto per cui vale sperare

Il destino di eternità si è mescolato con i nostri giorni

 "Un imprevisto, è la sola speranza" scriveva Eugenio Montale. E aveva ragione, perché umanamente parlando noi possiamo solo fare ipotesi sulla morte, ma la Risurrezione è qualcosa che non riguarda il nostro fare. La Risurrezione è quell'imprevisto per cui vale sperare.