Il destino di eternità si è mescolato con i nostri giorni

 "Un imprevisto, è la sola speranza" scriveva Eugenio Montale. E aveva ragione, perché umanamente parlando noi possiamo solo fare ipotesi sulla morte, ma la Risurrezione è qualcosa che non riguarda il nostro fare. La Risurrezione è quell'imprevisto per cui vale sperare. 

È il destino di eternità che si è mescolato con nostri giorni. In un mondo come il nostro "un imprevisto è la sola speranza". E questo imprevisto c'è e ha corpo. La nostra speranza non è vaga consolazione, ma un corpo che Tommaso toccherà con le proprie mani; lui che come nostro rappresentate è quell'incredulo che ha bisogno di toccare per credere. Siamo tutti bisognosi di certezze, ma per essere certi bisogna iniziare col fidarsi. Non c'è Pasqua senza l'iniziale fiducia che la tomba vuota non è uno sfregio di cattivo gusto, ma l'inizio di un finale imprevisto. La Pasqua inizia con la crisi dei conti che non tornano, ma se perseveri vedrai perché. Se non credi a me domanda alla Maddalena, o a Pietro, o a Giovanni. Buona Pasqua!