Dal vedere al vedere e credere

fr. Enrico

Tutti noi siamo alla ricerca di segni, siamo portati a vedere con gli occhi e toccare con le mani per poter dare il nostro assenso, per fidarci di qualcuno.
Abbiamo bisogno di vedere per credere, di constatare che tutto rientri nei nostri schemi, che tutto sia circonscritto dentro le nostre aspettative, che tutto sia controllabile e contenibile.
Tutti noi siamo simili a Maria Maddalena che andò alla tomba per incontrare il Sepolto, per onorare un cadavere, per stringere per l'ultima volta il corpo esamine di quel rabbino che lei aveva tanto amato e seguito.
L'esperienza vissuta gli faceva credere che l'amore non può morire, che quanto vissuto non poteva essere arrestato da una pietra rotolata all'ingresso della tomba.
Ma il corpo straziato sulla croce era un segno nudo e crudo che il Maestro era morto e lei desiderava per l'ultima volta stringere quel corpo, dare l'ultimo saluto a quell'uomo che gli aveva stravolto la vita.
E così arrivata al sepolcro lo trova aperto.
Viene colta da grande stupore, paura, meraviglia, timore per questa sorpresa inaspettata e corre dai discepoli, i quali corrono anche loro verso la tomba vuota per constatare quanto era stato loro riferito.
Sono Pietro e il discepolo amato.
Quest'ultimo animato da un'amore puro e viscerale corre più forte e arriva per primo al sepolcro, ma non entra in quanto riconosce il primato a Pietro.
Questi scorge i teli con cui era stato avvolto Gesù e il sudario posato a parte.
Entra il discepolo amato e vide e credette.
Questo è il passaggio che siamo chiamati a fare anche noi, fratelli e sorelle, ovvero passare dal semplice vedere al vedere e credere.
Non ci sono altre possibilità davanti a noi; non ci sono altre strade da percorrere; non ci sono altri indizi da cogliere.
Occorre che impariamo a leggere i segni che Dio pone nel nostro cammino e credere, con gli occhi della fede, nella sua reale presenza, dove, con gli occhi del corpo, vediamo una sua assenza.
Sono questi gli auguri che noi frati di Canepanova desideriamo far giungere ad ognuno di voi: guardando alle tante tombe vuote di oggi, che denunciano un'assenza del Signore, vedere e credere la sua presenza viva ed operante.
Non si tratta di andare alla ricerca di chissà quale evento straordinario, ma di scrutare in profondità l'ordinario della nostra quotidianità, per scorgere le tracce del Risorto.
Immergiamoci con fiducia, speranza e passione dentro questo tempo Pasquale, in attesa del dono dello Spirito Santo.


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