Sulla Distanza

fr. Enrico

Non è sempre vero il detto “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”, perché solo la distanza potrà permetterci di interiorizzare una relazione e restituirci un amore semplice, purificato da ogni egoismo di sorta, soprattutto quando questa non ci lascia la libertà di essere pienamente noi stessi.
Facciamo parte di una società fortemente tecnologizzata, che ci porta a credere che tutto sia disponibile, possibile ed accessibile. Ogni cosa sembra vicina e realizzabile, pensiamo di avere tra le mani “la lampada di Aladino” per compiere tutto ciò che ci attraversa la mente, ma quando applichiamo queste convinzioni nelle relazioni umane, tante volte, perdiamo lucidità e capacità di scegliere secondo il vero bene.
In questi casi una presa di distanza può aiutare a discernere il tipo di rapporto che teniamo con le persone, a collocarle al loro giusto posto, ed evitarci abbagli e fraintendimenti reciproci.
A volte occorre imparare a lasciar sedimentare le emozioni e le sensazioni immediate, in modo da far emergere ciò che conta veramente, e fare chiarezza con sé stessi e con l’altro, parola magica che scioglie ogni inciampo.
La distanza ci restituisce la giusta lucidità per distinguere tra bene e male oppure tra bene e meglio, accontentandoci di vivere secondo il noto principio del "così fan tutti". Si pensi a quante relazioni dannose in modo evidente o, per lo più latenti non ci permettono di sprigionare quella vita di cui siamo portatori e dare il frutto atteso e sperato dal Padrone della messe!
Nelle nostre scelte quotidiane la questione di fondo non è tanto chiedersi "che male c'è", ma quale bene esse possano generare. Inoltre, soprattutto nelle relazioni, occorre maturare uno sguardo verso il medio/lungo periodo, evitando d’appiattirci in un qui ed ora che tolga il fiato. Occorre fare scelte decise che comportano dei tagli, i quali al momento fanno male ma sono gravidi di tanto bene. Questo vale soprattutto per le relazioni nelle quali tante volte ci trasciniamo accontentandoci, per paura di perdere quanto acquisito, pena provare un'amarezza di fondo che toglie il gusto promesso e mai raggiunto.
Tutto questo non ci sembrerà strano se lo collochiamo dentro la relazione fondante e fondamentale che ogni cristiano dovrebbe avere con il Signore Gesù: Egli infatti è presente dentro di noi più di noi stessi, ma nello stesso tempo è distante, è asceso al cielo e siede alla destra del Padre. Una giusta distanza che permette di essere ed operare in nome di Colui che ci ha chiamati e mandati.


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