A tutti dava una regola di vita

Lidia R.

Lo scorso 2 febbraio – Festa della Presentazione di Gesù al tempio – e giornata della Vita Consacrata, abbiamo vissuto nella gioia la Professione di Tina ed Antonio, un dono che arricchisce la nostra Fraternità OFS di Canepanova.
Il Rito della Professione è iniziato con la domanda che la Ministra della Fraternità ha rivolto ai candidati: “Che cosa chiedete?”
“Chiediamo di essere ammessi a professare la REGOLA dell’Ordine Francescano Secolare..nella persuasione che il Signore ci chiama a vivere il Vangelo, seguendo l’esempio di San Francesco d’Assisi.
“La Regola e la vita dei Francescani Secolari è questa: osservare il Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo secondo l’esempio di San Francesco d’Assisi il quale del Cristo fece l’ispiratore e il centro della sua vita con Dio e con gli uomini… I Francescani Secolari si impegnino ad una assidua lettura del Vangelo, passando dal Vangelo alla vita e dalla vita al Vangelo”.
Così recita l’Art.4 della Regola dell’Ordine Francescano Secolare – Regola che ogni suo membro, con la Professione, promette di osservare per tutta la sua vita.
Quando, in ambito religioso si parla di REGOLA è immediato il rimando al complesso di norme che essa contiene per dare “forma” alla vita spirituale, sia individuale sia collettiva, attraverso un percorso di perfezione che si intende intraprendere.
In questa nostra società incline all’individualismo, questa scelta può apparire insolita perché sembra costituire un limite alla libertà dell’uomo di oggi che tende a porre se stesso al centro di tutto; un ostacolo alla sua espressione ed autorealizzazione.
Solo se la REGOLA è vista come un progetto di “vita nuova” da sperimentare personalmente e comunitariamente può, allora, esercitare il richiamo forte che ne motiva la scelta.
Fin dai tempi antichi, per evitare di essere inghiottiti dal male e dal caos, gli uomini spirituali hanno sentito il bisogno di avvalersi di una REGOLA.
In assoluto, una delle prime REGOLE conosciute, adottata dalle prime comunità cristiane è “La Didachè” che nella sua interezza recita: “Dottrina del Signore alle genti insegnata dai dodici Apostoli”. Di autore anonimo, sappiamo che questo antico testo, attribuibile a una delle prime comunità cristiane, presumibilmente tra il I ed il II secolo dopo Cristo, era tenuto in grande considerazione dai primi Padri della Chiesa.
Nel VI secolo, con la fondazione dell’Ordine benedettino, la REGOLA che possiamo sintetizzare nel motto “Ora et Labora” fu dettata da San Benedetto da Norcia nel 534, in un momento storico molto delicato in cui, con i barbari che avevano invaso l’Impero Romano, l’intera organizzazione sociale, civile e religiosa si stava sgretolando. I monasteri benedettini con la loro REGOLA di vita furono il puntello che impedì questo disfacimento.
Nel 1215 il Concilio Lateranense IV proibiva l’adozione di nuove REGOLE e la creazione di nuovi Ordini. Tuttavia, con l’aiuto del Card. Ugolino, Francesco d’Assisi riuscì a far approvare da parte di Onorio III una REGOLA di nuova impostazione, con chiari riferimenti al Vangelo. Anche per i laici del suo tempo, con la “Lettera a tutti i fedeli”, Francesco consegnò una REGOLA di natura spirituale, che non è che un richiamo continuo alla Parola di Dio.
Per noi Francescani Secolari, che abbiamo promesso davanti alla Chiesa di professare una REGOLA ,deve esserci chiaro che essa è la freccia che indica la direzione. Non pretende di dire tutto, vuole soltanto metterci sulla strada. Non ci rinchiude in un sistema o in un codice di virtù, ci indica una via.
Per questo, la REGOLA va meditata ogni giorno, per poterne strappare il segreto; va amata poiché solo l’Amore dà alla conoscenza la sua vera profondità.
Della nostra REGOLA, come di ogni Regola di Vita, possiamo dire ciò che il Salmista dice della Legge di Dio: “AMO LA TUA LEGGE, SIGNORE; TUTTO IL GIORNO IO LA MEDITO. FAMMI COMPRENDERE E IO VIVRO’.


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