In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo». (Mt 28,16-20)

Un Dio che danza

Tutte le feste e le solennità dell'anno liturgico celebrano avvenimenti, fatti della Storia della salvezza, interventi che Dio ha operato, ed opera, nella nostra vita. Celebrare la Santa Trinità, non è celebrare un evento ma la sorgente di tutti gli eventi, l'origine ed anche il fine di ogni cosa.

È vero, si potrebbe obiettare che proprio perché la Trinità è all'origine di tutto, noi la celebriamo ogni giorno. Dovremmo iniziare le nostre giornate con un segno della Croce, con il quale ci avvolgiamo letteralmente con i nomi delle persone divine. Ogni Gloria al Padre è celebrazione della Trinità. 

Questa festa è una domenica che ci viene donata per fermarci e riorientare tutto noi stessi verso la sorgente e, al tempo stesso, la meta della nostra esistenza e di tutto ciò che esiste.

In tutta la Bibbia non compare mai la parola Trinità, e neppure troviamo tutta la teologia trinitaria così com’è stata approfondita dalla comprensione e dall’insegnamento della Chiesa. Eppure, anche nell’Antico Testamento, con il suo fermo e assoluto monoteismo, Dio è sempre stato riconosciuto come comunione. Dio non è solitario, non è stasi ma estasi, è un dinamismo d’amore, di donazione e di risposta all’amore e nell’amore. 

Le tre persone che costituiscono l’unico Dio, ci dicono esattamente la loro relazione d’amore intima, profonda. L’immagine che più di tutti ci restituisce il concetto di ciò che avviene nella Trinità è quella della danza. Molti di voi avranno presente il quadro di Henri Matisse, la danza, raffigurante una comunione di persone che danzano in cerchio. In quella danza, volontaria e trascinante, le persone diventano Uno. La riuscita e la bellezza di quel ballo, si fondano sulla libertà con la quale corrispondono al ritmo della coreografia, ma anche al fatto che ognuno si muove facendo spazio all’altro e, contemporaneamente, entrando nello spazio lasciato proprio a lui dall’altro.

Così come noi, abbiamo esperienza di quanto ogni vero amore non può che essere generativo, perché non chiuso in sé, tanto più l’amore che esiste tra il Padre, il Figlio e lo Spirito santo, non potrà che uscire da sé stesso e generare esistenza. Tutti noi, ma anche tutto ciò che è creato, usciamo da quel amore che è un fuoco che arde ma non si consuma, una sorgente inesauribile, una luce che nulla può spegnere. E verso quello stesso amore siamo incamminati.

Possiamo dire che tutta la nostra vita è un cammino verso la Trinità, per inserirci in quella danza gioiosa.

Come dicevo, questa domenica dedicata alla Santissima Trinità, è uno spazio  che abbiamo per riorientarci ogni molecola della nostra esistenza verso quel mare d’amore, nel quale siamo invitati a tuffarci con piena fiducia. Ricordando le ultime parole che Gesù ci ha lasciato, quasi come un testamento: «Ed ecco io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).


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Orari

SS. Messe feriali: 8.15; 18.30
SS. Messe festive: 8.30; 11.30; 18.30
Confessioni: tutti i giorni (tranne il venerdì pomeriggio) dalle 8.45 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00