Lo scudo della fede

«Afferrate sempre lo scudo della fede, con il quale potrete spegnere tutte le frecce infuocate del Maligno»

Presentandoci la quarta componente, dell’armatura necessaria per affrontare il combattimento spirituale, san Paolo ci rivela anche un particolare utile: l’avversario ci colpisce scagliando frecce infuocate. Il nostro impegno deve essere nel respingere e spegnere queste frecce perché il loro fuoco può intaccare ambiti preziosi della nostra vita. Seguiamo con attenzione le indicazioni della lettera agli Efesini e cerchiamo di capire come funziona lo scudo che ci protegge.

 «Afferrate sempre lo scudo della fede»

Lo scudo è un elemento prezioso che va afferrato sempre. In molte circostanze della nostra vita riteniamo che la nostra sicurezza risieda nel possedere. La bramosia di avere non riguarda solamente i beni, gli affetti, la stima… ma anche la nostra fede, il nostro rapporto con Dio (*). Il profeta Geremia, ammoniva il popolo di Gerusalemme a non ritenersi immune dal pericolo solo per il fatto di avere il Tempio e con esso la presenza di Dio (Ger 7,4-7); ancora più autorevole è la parola di Gesù quando ci ricorda che «Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli». Lo scudo non va semplicemente posseduto ma afferrato e utilizzato sempre. Non ci sono momenti in cui possiamo lasciare la protezione dello scudo. Anche se ciascuno desidera momenti di tranquillità, lo scudo -, come la posizione di guardia - non va mai abbassato. E’ un’esortazione ad essere cristiani di qualità sempre.

Lo scudo della fede.

San Paolo, quasi sicuramente, presentando tutto l’armamentario necessario per combattere l’avversario che attenta alla nostra vita spirituale, ha in mente il corredo di un soldato romano il cui scudo è capace di proteggere tutto il corpo. Lo scudo è una vera e propria porta chiusa a tutti gli assalti del nemico. Afferrare sempre lo scudo, significa dire NO a quelle cose della vita che sono frecce infuocate. Chiamiamo per nome questi dardi e li riconosciamo come le tentazioni. Le frecce sono infuocate perciò infiammano quello che colpiscono e lo fanno diventare a sua volta un pericolo per me stesso. Una freccia infuocata che colpisce la mia intelligenza la fa diventare cattiveria, una freccia infuocata colpisce il ruolo che rivesto e questo diventa desiderio di potere e dominio,un’altra colpisce le mie relazioni e queste diventano avvelenate: l’amicizia, rivalità; l’amore, egoismo… Questi dardi infuocati non possono essere respinti che con lo scudo costituito dalla fede.

Per capire cosa intende Paolo per fede, dobbiamo rifarci alla parola greca, con cui è scritta la sua lettera, ma anche al termine ebraico che deve essere stato nella sua mente. La parola greca pistis (πίστις), richiama alla fedeltà nel senso di essere legati a qualcosa o qualcuno (Dio). Il termine ebraico emunà (אמונה), da cui deriva la nostra parola amen, significa invece il sostenersi su qualcosa, ma anche la fermezza. Allora, poiché abbiamo bisogno di appoggiarci da qualche parte, forse sulla nostra intelligenza, sulle nostre forze o sulle nostre sicurezze, la fede è basare tutta la nostra esistenza su Dio.

Quaresima, Armi della fede, Combattimento, Fede, Tentazioni , PAROLE E PASSI

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